4 Cartoni Animati da vedere (a Natale)

Ogni anno, durante le feste natalizie, i canali televisivi nazional-popolari (mi riferisco al duopolio Rai e Mediaset, con minime interferenze da parte di Telecom e Sky Italia) ripropongono un menù classico: al fianco di panettoni, capitoni e struffoli i classici Alice nel Paese delle Meraviglie, La Spada nella Roccia e le “nuove entrate” Alla Ricerca di Nemo, Cars e Shrek monopolizzano gli schermi.

Non che questo dispiaccia particolarmente: Natale è un’ottima occasione per lasciarsi andare alla nostalgia e riguardare quelle storie che, sostituite (almeno in parte) le fiabe e le favole, sono entrate anche nel nostro immaginario collettivo. Ma quest’anno vorrei provare a suggerirvi dei cartoni “alternativi”, giusto per variare un po’ e scoprire qualche cartoon (ingiustamente) dimenticato.

Dragon Trainer

La locandina del cartoon Dreamworks

 

“”Questa è Berk. È dodici giorni a nord di disperazione e pochi gradi a sud di morire di freddo, si trova esattamente sul meridiano della miseria. Il mio villaggio, in una parola: solido, ed è qui da sette generazioni, ma ogni singola costruzione è nuova. Abbiamo la pesca, la caccia e un’incantevole vista del tramonto, l’unico problema sono le infestazioni: In molti posti hanno topi o zanzare, noi abbiamo… i draghi!”

Così Hiccup, il protagonista della pellicola, descrive il suo villaggio: egli è un giovane vichingo che stenta ad ambientarsi ed a dimostrare il suo valore in qualità di uccisore di draghi che, per uno strano caso, si ritroverà ad adottarne uno. Realizzato da Chris Sanders e Dean DeBlois (autori di Lilo & Stitch) per la DreamWorks Animation , Dragon Trainer è una storia di accoglienza e di accoglienza dell’altro, dove l’etero non è un essere umano, ma un altro essere a tutti gli effetti.

Uno dei lavori meno noti (eppure più meritevoli) della principale rivale della Pixar che andrebbe recuperato per la sua maturità e capacità di proporre un protagonista adolescente davvero sfaccettato e realistico, visione contemporanea (e migliore) del Semola/Artù disneyano.

 

 

Paprika – Sognando un sogno

Parlare di Satoshi Kon quando si discute di animazione nipponica è a dir poco necessario: il regista (ma anche sceneggiatore e character design) ha saputo regalarci, nel corso della sua breve vita, piccole perle come Tokyo Godfathers e Millenium Actress.Paprika è il suo lavoro più particolare e sereno, quello che più si allontana dal pessimismo (o potremmo parlare di realismo magico?) che caratterizza la filmografia di Kon per dare attenzione all’aspetto onirico e fantastico della vita.

La trama si ambienta in un futuro prossimo in cui, grazie all’invenzione di macchine chiamate DC Mini, gli psicoanalisti possono immergersi nei sogni dei propri pazienti in modo da conoscere e curare stati alterati e problematiche nascoste dell’io. La dottoressa Atsuko Chiba, sotto lo pseudonimo di Paprika, comincia ad utilizzare questa procedura anche al di fuori della struttura ospedaliera in cui lavora con il fine di aiutare le persone traumatizzate da eventi passati. Si troverà così ad affrontare un misterioso ladro di DC Mini per evitare la creazione di un “sogno collettivo” con cui incantare l’intera umanità.

Paprika non brillerà, rispetto ad altri film dell’autore, per chiarezza o per contenuti ma compensa (ampiamente) questi difetti con un estro creativo ed una bellezza d’immagine che ha pochi eguali in Occidente e che utilizza in modo semplicemente magnifico il tema portante dell’opera: l’onirico e l’inconscio umani. Una valida alternativa ai classici film d’animazione dello studio Ghibli e di Hayao Miyazaki.

A Christmas Carol

Un invecchiato Jim Carrey/Scrooge domina la locandina!

Non si può dire che Robert Zemeckis non abbia perseverato. Dopo l’esperimento di Polar Express ed il noioso La Leggenda di Beowulf, il regista statunitense è stato finalmente premiato: la motion capture raggiunge proprio con questo lungometraggio una qualità tecnica definita e riesce a trasformare un bravissimo Jim Carrey sia nell’anziano (e taccagno) Scrooge che nei tre spettri del tempo.

La trama ricalca pedissequamente il racconto di Dickens: Ebenizer Scrooge, un anziano avaro, è visitato durante la notte del 24 Dicembre da tre spettri che, portandolo a spasso nel tempo, gli mostrano gli effetti del suo folle attaccamento al denaro. Risvegliatosi, Ebenizer deciderà di cambiar drasticamente vita. Non mancano, al contrario della trasposizione animata realizzata sempre da Disney con il titolo “Canto di Natale di Topolino”, quei tratti d’ombra dell’opera originale: questi rendendo l’opera interessante anche per i “meno bambini” ed i lettori di Dickens, che troveranno una genuina trasposizione di uno dei racconti più noti dello scrittore brittanico.

Menzione d’onore per Jim Carrey che riconferma le sue capacità di “trasformista”, sebbene coadiuvato dalla qualità della tecnica, e per il tema principale cantato da Andrea Bocelli e scritto da Glenn Ballard ed Alan Silvestri, God bless us everyone. Una piccola nota al margine: in autunno è uscito Le Avventure di TinTin: Il Segreto dell’Unicorno, pellicola in cui la motion capture trova una dimensione definitiva (e fantastica).

The Secret of Kells

Candidato all’Oscar 2010 come miglior film d’animazione ed out-sider della categoria, la produzione franco-belga ed irlandese s’ispira ad uno dei tesori dell’isola verde: il Libro di Kells, manoscritto miniato realizzato da monaci irlandesi nel IX secolo, in mostra permanente al Trinity College di Dublino.

Proprio intorno a quest’opera d’arte ruota l’intera vicenda: Brendan è un ragazzo di dodici anni, che vive nell’abbazia fortificata di Kells, con suo zio Cellach, uomo severo e autoritario che lo educa con grande rigore nell’attesa che un giorno suo nipote possa seguire i suoi stessi passi. Un giorno, Brendan incontra Fratello Aidan, un anziano maestro illuminato che gli mostra la bellezza dell’arte e stimola la sua creatività attraverso le pagine dello straordinario, ma non ancora completo, Libro di Kells. Brendan è determinato a realizzare il suo sogno: completare le ultime pagine del Libro prima che sia troppo tardi.

Un’avventura sorprendente e piacevole che, malgrado la natura quasi indipendente, si è confrontata con la miglior produzione animata americana ed è arrivata ad un passo dalla vetta. Sfortunatamente quest’ottimo cartone non è stato mai stato distribuito nel nostro paese: inutile dirvi che, grazie al web, è possibile recuperarlo facilmente (anche con sottotitoli): davvero imperdibile e perfetto per le feste.

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